Museo Archeologico CG Nicastro
Aperto su prenotazione - Sabato e Domenica dalle 09.00 alle 13.00
Prenota una visita: Archeoclub di Bovino – 339.1686839
La collezione paleontologica comprende circa 150 reperti, la maggior parte dei quali attribuiti a organismi invertebrati marini risalenti a un periodo compreso tra il Miocene e il Quaternario.
La sezione preistorica conserva testimonianze della produzione industriale e artigianale del Neolitico e dell’Età del Bronzo.
Tra queste punte, lame e raschiatoi realizzati in selce e ossidiana, oltre a ceramiche decorate. Risalenti all’Età del Ferro sono invece due ceramiche in bucchero.
Gli elementi più sorprendenti della collezione sono le stele funerarie antropomorfe, risalenti al III millennio a.C.
La sezione romana è particolarmente ricca e comprende epigrafi, sculture, un ampio tappeto musivo proveniente da una domus di età imperiale, materiali ceramici di produzione locale e d’importazione (tra cui ceramica sigillata italica e africana, lucerne, unguentari e coppe dipinte), ceramiche daune con decorazioni geometriche e vegetali, strumenti bellici (cinturoni, punte di lancia in bronzo e ferro, punteruoli e aghi in osso, e uno stiletto in ferro con impugnatura in osso), fuseruole e pesi da telaio in terracotta, attrezzi agricoli (asce e falci), capitelli, tubature in terracotta, oggetti in vetro e una collezione numismatica.
La sezione medievale e postmedievale include sculture e elementi architettonici provenienti dalla Cattedrale e dalla chiesa di San Pietro, brocche decorate con le tipiche “bande rosse” e un’ampia varietà di maioliche smaltate rinascimentali e moderne.
Le stele antropomorfe conservate nella sezione preistorica del Museo Civico “Nicastro” di Bovino furono rinvenute negli anni ’50 del Novecento nella contrada Sterparo rappresentano i reperti più straordinari della raccolta archeologica dei Monti Dauni.
Si tratta di una trentina di reperti, solo in parte conservati a Bovino. Altre stele si trovano al Museo Civico di Foggia e al MARTA di Taranto.
Queste statue-stele, la cui datazione varia a seconda degli studiosi, sono attribuibili probabilmente all’Eneolitico (III millennio a.C.). Sono realizzate principalmente in pietra calcarea o arenaria e presentano dimensioni contenute, con un’altezza media di circa 60 cm. Le proporzioni privilegiano l’altezza rispetto alla larghezza, mentre lo spessore è generalmente inferiore a dieci centimetri.
Le stele possono essere suddivise in due categorie:
- Femminili, caratterizzate da una rappresentazione simbolica della femminilità. Nella parte superiore si nota una scollatura che racchiude due seni, sovrastati da una collana; nella parte inferiore sono visibili un ombelico e una cintura.
- Maschili, che presentano una sorprendente restituzione simbolica della virilità. Al centro si trova un pugnale, dalla cui punta sgorga un fiotto di sangue, inserito in un fodero e legato a una cintura a bandoliera.
Le stele erano solitamente lavorate (incise) su un’unica faccia, mentre la parte inferiore veniva lasciata grezza e spesso rastremata per facilitarne l’infissione nel terreno. Si ritiene che servissero come segnacoli di tombe, alcune delle quali potevano presentare forme a fungo o a disco.